
Prefettura di Viterbo
COME IN CIELO
COSI' IN TERRA
Le icone di
Fabrizio Diomedi e
Veronica Cavallo
Conferenza di apertura
martedì 2 ottobre
ore 16:30
2-7 ottobre 2007
palazzo della Prefettura
Piazza del Plebiscito, Viterbo
Una mostra di icone è, in verità, quasi un paradosso, poiché l’icona non è una semplice opera d’arte e non andrebbe vista come tale. Essa, come tutta l’autentica arte sacra, è un aiuto per la preghiera, poiché è il luogo in cui la presenza dei Santi viene evocata in modo più forte. Per questo la sua naturale collocazione è l’edificio sacro e non uno spazio espositivo o museale. La rassegna odierna, tuttavia, vuole essere un piccolo contributo al dibattito, di crescente interesse, sull’arte sacra contemporanea.
La riproduzione delle icone storiche sembra sminuire il valore delle immagini, riducendole a opera artigianale. Ciò per la concezione moderna dell’arte come ricerca innovativa e individuale. Un concetto forse già vecchio, ma ben radicato nella mente collettiva.
Il copiare schemi prestabiliti, chiamati canoni iconografici, rientra invece nell’iter di realizzazione dell’icona, la quale segue modelli ritenuti autentici, miracolosi o divinamente ispirati. Tali canoni investono ogni aspetto dell’icona, dai materiali alla tecnica, fino allo stile. Essi sono stati elaborati nel primo millennio del cristianesimo come fedele traduzione per immagini delle Sacre Scritture. Una traduzione che rispecchia il modo di lettura della Bibbia, il quale non era solo letterale, ma anche allegorico, morale e mistico. Allo stesso modo, l’icona non rappresenta solo un’illustrazione di eventi storici passati, ma incarna in sé anche i diversi altri aspetti, svelando il senso spirituale della Storia della Salvezza, secondo gli specifici mezzi della pittura. A tal fine, l’apporto del simbolismo numerico, cromatico e geometrico si rivela di particolare importanza, poiché permette di dare all’immagine, insieme alla nota stilizzazione delle forme, l’efficacia di una rappresentazione coerente e piena.
Sta all’artista conformare la propria tecnica ai canoni, in un doppio cammino artistico e spirituale che porta altresì a conformare la propria anima ai modelli invisibili.