|
La Materia dello Spirito |
||
| . La Bellezza si manifesta nel mondo dei fenomeni visibili, ma non si identifica con essi. Le cose materiali in cui essa appare sono solo il veicolo, il mezzo che ci permette di goderne, tuttavia la Bellezza trascende tutto, portandoci nella dimensione senza forme dello Spirito. Parte della mia ispirazione nasce dal mondo naturale, ma esso viene tradotto, come distillato e ridotto all’essenziale delle sue componenti materiche e cromatiche. Tramite esse cerco di dare forma fisica e immagine a ciò che c’è “dietro” la Natura, a rendere più evidente e chiara la sua Bellezza, secondo un procedimento che ricorda il simbolismo, ma che alla base ha un profondo sentimento di stupore e gratitudine verso il Creatore. L’esaltazione della parte materiale dell’opera - che è e rimane un accumulo di sabbia, smalto, metallo, ma anche linee di matita e pennellate di colore- nonché la noncuranza verso alcuni suoi difetti, è il mio modo per sviare l’attenzione dal quadro, per concentrarsi piuttosto sull’intuizione del Bello che lo sottende e ne è alla base. L’altra parte della mia ispirazione è data dall’universo artistico che è stato maestro nell’anagogia e nel simbolismo: il medioevo romanico e bizantino. L’arte medievale è sostanzialmente in contemplazione. Anch’essa fa un uso non mascherato ma dichiarato di materie che sa forgiare in modo da trarre, da ciascuna di esse, il massimo del loro potenziale espressivo, per poter comunicare il Mistero e il Sacro che è velato non solo nelle forme naturali, ma anche negli avvenimenti storici. La vicenda terrena di Gesù viene offerta con occhi spirituali, in un mondo simbolico trasfigurato e santificato. Le icone sono certamente la creazione più limpida di tale visione, e io ne sono un timido emulo. Esse però -oltre all’oreficeria carolingia e agli smalti di Limoges- sono un punto di partenza per un’arte sacra che sappia ritrovare il proprio carattere contemplativo, senza tradire i canoni e l’iconografia secolare dell’arte cristiana. |
![]() |